Archivi del mese: ottobre 2006

Emozione popolare

No, non è un incubo: è la cruda realtà. Oggi hai da seguire il Fondi in trasferta ad Anitrella, arrivi a Lenola, svolti a destra, direzione Pico, e la provincia cambia. Te ne accorgi dai paesaggi e dalla strada che nelle curve all’ombra si fa scivolosa. I primi cartelli per strada e le prime domande: Cassino? No, ragazzi, il Cassino gioca a Catanzaro, è in C2, ci siam venuti qualche stagione fa ma per ora non se ne parla! Frosinone? Macché, ma se ieri è sceso in campo addirittura a Torino contro la Juventus! Le curve aumentano, i metri sul livello del mare crescono ed ecco sbucare nuova segnaletica stradale: Isola Liri? Nemmeno, ospita l’Astrea e se vince si conferma prima in classifica in Serie D. Morolo? Magari, è in trasferta a Scafati! Ferentino? Seeee, fa visita all’Ostia, niente da fare, nemmeno la gioia di rivedere il bomber Mario Raso. Ecco il cartello per noi: Isoletta, MonteSanGiovanniCampano, Arce. Eccolo il nostro campionato, i nostri campetti, i nostri paesini, ecco le nostre domeniche. E pensare che solo qualche kilometro in più e sbarchi a Sora, fino a pochi anni fa assidua frequentatrice della C. Tragicomico ma vero, tragico come l’errore di chi si è ritrovato a Ceprano e non contento ha preso la via di Pofi e Ripi nonostante sia il quinto anno che arriviamo da queste parti, comico come il giudizio che Vero Ultras dedica al Legionario inspiegabilmente considerato “ottimo sotto il profilo canoro”. Cosa ne pensa Distinzione?

Una nuova puntata della love story con Calderoni, il tormentone che ha contagiato anche qualche panchinaro, la ricerca spasmodica di Simona malinconicamente andata a vuoto, la classica assenza della nostra telecamera preferita, la constatazione che in fondo in fondo la tanto acclamata fertilità femminile ciociara è innegabile, le perle in tricolore maccheronico, la Giovannona coscialunga barista intrattenitrice che mostra sorridente lo spacco mozzafiato e le calze da “sorco…nte” apostrofando come malato un attempato corteggiatore, gli sms romantici dell’americano, il tavolo di classe per la pizza delle sei, il “non voglio influire” che nella mente del suo ideatore folle è sinonimo di un “non voglio infierire”, un pomeriggio degno del miglior film di Vanzina. E chi se ne frega se in campo siamo di nuovo in difficoltà! Meglio non pensarci, il fegato si spappolerebbe davvero, e nemmeno il peggior Giudizio potrebbe provvedere diversamente. Consoliamoci con quel bel gesto finale della squadra che in gruppo è venuta a salutarci al termine della partita, prova del fatto che forse il messaggio è stato recepito. Prova evidente che i ragazzi in campo sentono il nostro sostegno, forte ed intenso, ardente ed incondizionato, ci sentono vicini e sanno che questa piccola grande famiglia rossoblu non smetterà mai di onorare l’impegno preso come dovranno fare loro domenicalmente. Di squadre tecnicamente superiori ne incontreremo molte, rischieremo goleade, qualche volta ci andrà bene, altre volte ci rammaricheremo per dei punti persi per strada, capiterà anche di dover ringraziare pali e traverse come pure di maledirli, visto l’esito della prima a Velletri e della seconda col DianaNemi, ma ci saremo sempre comunque nonostante tutto nonostante tutti.

E sempre dovrà esserci la voglia di vincere, sull’erba come sul sabbione, sul sintetico come sulla terra battuta, sempre dovrà esserci il rispetto per l’avversario ma allo stesso tempo la voglia di superarlo, batterlo, lasciarlo a bocca aperta per un contrasto energico o un numero di alta classe. Sempre dovrà esserci la disponibilità al sacrificio, come avvenuto al Liri di Anitrella, anche e soprattutto quando un compagno di squadra sbaglia l’appoggio, liscia clamorosamente il pallone, si mangia un goal davanti al portiere avversario vanificando un’azione corale brasileira. Può capitare, pazienza! La prossima volta andrà meglio, dobbiamo crederci! Certo la partita sembrava alla nostra portata, si poteva e si doveva fare di più, ma avanti così, con fiducia. Peccato davvero non aver conquistato una vittoria che sarebbe stata a dir poco preziosa, e non solo in ottica classifica ma in particolare per alimentare l’entusiasmo creatosi dopo i tre punti ottenuti a discapito del Nettuno. Bene la difesa, discreto il centrocampo, sorretto da un buon Pelliccia e dall’ennesima prova convincente di Langiotti, abulico ed inconcludente l’attacco. Gisfredo sicuramente meglio però di un Varroni imbarazzante ed un Marrocco fin troppo lezioso. Ma prendiamoci questo punto, uno scontro diretto in trasferta ed un pareggio, forse deludente ma da considerare come positivo perché rappresenta un tassello in più nella corsa ai quartieri tranquilli.

E noi dilettiamoci nell’insulto al Genio Zarelli, a questo nuovo esperimento cervellotico che ci porterà in campo mercoledì, come avverrà pure per la “quarta serie”, ad un calcio sempre meno del popolo e sempre più del dio denaro. Ci vorrebbero muti, seduti, a bere coca-cola e fonzies, a sfogliare le pagine rosa con le cuffiette della radiolina conficcate nelle orecchie a mò di bandiera sulla luna, ci vorrebbero in poltrona, a gustarci un tutt’altro che appetitoso hamburger surgelato, a roteare le pagine del televideo, a sentire le cazzate della Ventura e di Gnocchi, di Sgarbi e della Mussolini, di Mughini e Maurizio Mosca, il perbenismo di Costanzo e l’onnipresenza della DeFilippi. E no, noi non siamo fatti così! Ci dispiace, ma con noi non ce la fate affatto. Mettetevi l’anima in pace! E tu, caro Melchiorre, onoraci di una presenza, fatti vedere almeno una volta. Non siamo criminali eh, vogliamo solo farti capire le nostre ragioni, esporti i nostri dubbi, convincerti a lasciare. “Niente niente t’aviss miss an’cap d’ fa ju presdent della Uefa comm’ a Platini?”, non scherziamo eh. E voi in campo, con quella maglia storica addosso, combattete ancora, onoratela! Dedizione alla causa ed orgoglio, sfoderiamo una prestazione maiuscola e tentiamo il tutto per tutto per fermare la corsa del Gaeta. Abbiamo un disperato bisogno di punti, e farli con la seconda della classe sarebbe divino. Avanti Fondi! Emozione popolare!

Best


BEST

di Mary McGuckian
2002

Il film narra le vicende della vita di George Best, ex giocatore del Manchester United, vera e propria leggenda del calcio inglese. La scoperta del suo talento su un anonimo campo della periferia di Belfast da parte di Bob Bishop, la rapida ascesa alla gloria internazionale con la casacca dei mitici ‘Red Devils’, il premio come calciatore dell’anno nel 1968 e gli anni del declino, accompagnato sempre di più dal massiccio ricorso all’alcol.

GIUDIZIO:…bellissima pellicola, alla cui realizzazione ha partecipato lo stesso Best. Non sappiamo in che parte, il regista si è avvalso dell’ex campione irlandese, ma di sicuro, ciò che ne esce fuori, è l’immagine di un uomo disadattato. Un uomo che vive alla giornata e che oltre al calcio ha solo tre "hobby": l’alcool, le donne e le belle macchine; oltre a qualche puntatina al casinò di turno. Che Best non si discostasse molto da questa descrizione lo si sapeva, ma renderlo quasi un animale da circo, con i suoi vizi messi alla ribalta, relegando ad un ruolo secondario le sue prodezze calcistiche, non credo renda bene l’idea dell’immenso campione che è stato! Per il resto, la riuscita del film si deve soprattutto alla rielaborazione della Londra di allora, spesso spasmodica nella ricerca dei particolari: "Basta guardare gli interni della casa di Best!". Stupende alcune immagini in bianco e nero rivisitate e modificate per l’occasione, anche se avere John Lynch nei panni di Best è come avere l’originale. Da incorniciare la frase che Busby pronuncia all’arrivo di G.B. all’Old Trafford: "Mangerete pane e calcio dalla mattina alla sera!"

VOTO:7,5…avere Best alle spalle che ti guida verso una narrazione realistica dovrebbe essere un grande aiuto, ma credo che McGuckian non ne abbia approfittato! Comunque ottimo per aver reso onore a George! Up the pints!

Pensiero stupendo

Ci perdoni l’ambigua Patty Pravo se oggi prendiamo gentilmente in prestito uno dei suoi più grandi successi per racchiudere in un titolo il commento alla gara casalinga di domenica scorsa con il Nettuno. Il senso di questa scelta è semplicissimo: per qualche secondo abbiamo fatto finta di tornare indietro con gli anni, a quella partita stregata giocata contro lo stesso avversario il 22 Febbraio del 2004 sotto una pioggia torrenziale. Sì, perché quel pareggio a reti bianche rappresentò probabilmente la fine del sogno promozione, con il Ferentino che non ne volle più sapere di rallentare nella sua corsa verso la Serie D. “Gli ultras sanno quello che vogliono, insieme per undici battaglie!”, questo il monito espresso ad inizio ripresa, attuale e rinnovabile anche oggi che sono finalmente arrivati i primi goal e soprattutto i primi tre punti della stagione. Pensieri stupendi anche quelli di chi ha azzardato pronostici alla Maurizio Mosca pur senza il famoso pendolino, pensieri stupendi quelli dei ricercatori di vongole, pensieri stupendi quelli dell’Alfred arrivato da Nettuno, pensieri altrettanto stupendi quelli del piccolo indomabile che ha seguito il papà ultras allo stadio per un nuovo pomeriggio di divertimento anche se l’Arnale Rosso, sintetico a parte, sembra un angolo inesplorato di Ercolano e Pompei. Ed allora ultimo pensiero stupendo, giustificato e doveroso, quello relativo allo striscione che sigla una nuova puntata nella battaglia per un nostro settore, la nostra curva.

In campo di necessità virtù, ed allora Pelliccia a centrocampo a fare coppia con il migliore Di Biasio da inizio stagione, in difesa Di Fazio impiegato da centrale al fianco di Monforte, Vuolo sulla corsia di destra e Conti su quella di sinistra. La fase offensiva vede all’opera Langiotti, Marrocco, Varroni e Gisfredo, tutti largamente al di sopra della sufficienza con un mezzo voto in più per quest’ultimo, protagonista di una prestazione notevole nella sua ultima partita in maglia rossoblu. Dalla panchina arriverà la rete che chiude il tabellino, messa a segno dal biondo Conte, figlio d’arte che scalda l’ambiente col suo sinistro angolatissimo ed accende graditi entusiasmi anche nel nostro spicchio di tribuna. Ed ora la trasferta di Anitrella, con il conto alla rovescia ufficialmente iniziato, per quella che si preannuncia come una domenica comica, erotica, alcolica. L’orario di inizio potrebbe convincere anche altri a partecipare a questa nuova puntata dell’Old Fans on the road, visto che finalmente arriva una trasferta pomeridiana, ed allora gli ingredienti sembrano esserci tutti, vedremo… di certo il compagno Calderoni avrebbe fatto meglio a farsi esonerare per una settimana, di certo l’angelo ciociaro che risponde al nome di Simona farebbe meglio a regalarsi una domenica fuori paese, perché saranno loro gli autentici ospiti d’onore. E se ve lo diciamo credeteci.

Ora godiamoci il primo successo dopo ben 7 partite, due di Coppa e cinque di campionato. Godiamoci le prime reti, quattro (magari fosse possibile tenersene qualcuna da parte!), ed entusiasmiamoci follemente pronosticando piazzamenti da qualificazione europea. Una vittoria fortemente voluta, cercata e conquistata, al cospetto di un Nettuno che merita comunque tutti i nostri applausi di incoraggiamento, come avvenuto all’ingresso in campo dopo l’intervallo ed al termine della gara, per l’impegno dimostrato e per la combattività con cui sta portando avanti il suo campionato nonostante la situazione societaria non sia delle più limpide. Una menzione speciale va sicuramente al granitico Cassioli, “capitano coraggioso” che ha giurato fedeltà alla maglia almeno fino a Novembre, sperando che arrivino notizie positive da alcuni contatti intrapresi nelle ultime ore dagli attuali vertici dirigenziali ed una cordata di imprenditori del viterbese decisi a prelevare la società. Vederlo lottare su ogni pallone, travestirsi addirittura da centravanti negli ultimi venti minuti nonostante il risultato fosse ormai tale da poter considerare la partita virtualmente chiusa ed archiviata, ergersi ad autentico “padre di famiglia” per smistare consigli ad i suoi giovanissimi compagni di squadra ci ha fatto davvero emozionare. L’essenza dello sport e del calcio in particolar modo elevata alla massima potenza, quel sapore antico di genuinità, la voglia di essere esempio per chi verrà dopo di lui: Cassioli, un inguaribile romantico. Un uomo prima ancora che un atleta, merita tutto il nostro rispetto!

Il migliore… sugli spalti è sempre difficile da scegliere, vuoi per l’assoluta anti-sportività di chi poi si adopera per commentare “la nostra partita”, vuoi perché ognuno tira fuori l’impossibile per sostenere la squadra, vuoi perché a tratti sembra di essere capitati ad una serata di cabaret con battute a raffica e distinguere tra tutti un vero e proprio “man of the terrace” diventa missione proibitiva. E questo è il bello delle nostre domeniche, di sacrificio ma anche di goliardia. Ed a nessuno permetteremo mai di negarci questa passione, lotteremo piuttosto per far sì che si risvegli dal letargo la gioventù che diserta l’Arnale Rosso, ci daremo da fare perché lo stadio diventi punto di riferimento e luogo di aggregazione giovanile al di là delle diversità ideologiche, insisteremo nella nostra richiesta di una curva proprio per raggiungere questo risultato. Nei prossimi giorni torneremo a bussare alle porte di Palazzo San Francesco per un ultimo sollecito, auspicando che possa essere decisivo per convincere i nostri amministratori della bontà della proposta avanzata. Nel frattempo la chiamata a raccolta continua nei pub, in piazza, tra vecchie facce stanche ma pronte a tornare in azione e nuove leve ancora un po’ troppo distratte dalle curve romane. Chissà… forse rivedere uno stadio stracolmo e tanta gente con la sciarpa al collo orgogliosa della propria fondanità non è utopia, forse è solo un altro pensiero stupendo.

Finché Vivrò #3

Finché vivrò…

Terza uscita stagionale per la gioia dei nostri lettori che anche questa volta troveranno pane per i loro denti! In questo numero: il resoconto della gara interna con il Frascati; le "prodezze" calcistiche e non di Joey Barton, uno che aveva Pasquale Bruno come insegnante; la trasferta alla Pisana; la rubrica "Multisala" a base di casualismo, con "Green Street Hooligans" ed il cortometraggio "It’s a casual life"; risultati, classifica e gli scatti più emozionanti delle ultime gare.

Anno IV – Terzo Atto

NO SURRENDER!

Nessuna resa, nessunissima intenzione di mollare o arrenderci! Non ne vogliamo sapere di assistere ad una morte annunciata. La città non merita altre umiliazioni. Fin da domenica dobbiamo vincere, costi quel che costi, perché una ventata di rinnovato ottimismo avvolga la squadra e tutto ciò che ruota attorno al pianeta sportivo locale. Si inizia così stavolta, diretti come sempre sì, ma fin da principio, e le considerazioni vengono messe da parte, in secondo piano, perché la priorità in questo momento non conosce possibili avversari. Non è consigliato ai cuori deboli, certamente no, ed è per questo motivo che Fondi-Nettuno sarà aperta ad ogni risultato, almeno per gli addetti ai lavori, visto che si troveranno di fronte il peggior attacco e la peggior difesa del Girone B dell’Eccellenza laziale, ma non per noi, noi che siamo attesi dal primo appuntamento con la famosa “ultima spiaggia”. Una partita che non conosce possibilità diverse di risultato finale se non la vittoria per i padroni di casa, scusateci eh!

Non fare bottino pieno vorrebbe dire pregiudicare seriamente una situazione pericolante, di per sé già abbondantemente preoccupante. Forse in un certo senso ulteriormente aggravatasi alla notizia che il prossimo turno casalingo della Viribus Cisterna Montello, datato manco a farlo apposta 1° Novembre, vedrà la squadra cara al Presidente Lucio Bruno affrontare l’ImperoRomano sul terreno del Francioni di Latina. Antipasto prelibato di ciò che avverrà il prossimo anno, sì perché appare ormai inevitabile il passaggio di consegne e il colore delle maglie da biancoceleste diverrà nerazzurro per il ritorno in vita del Latina Calcio, dopo gli spiacevoli accadimenti recenti. Ovvio quindi aspettarsi una campagna rafforzamenti sontuosa da parte della società attuale e dei probabili successori della stessa al fine di favorire il raggiungimento di una salvezza anticipata e per programmare fin da subito una stagione con obiettivi importanti. Certo, resta imbarazzante una scelta di questo genere per le due società date in questo periodo come maggiormente accreditate a raccogliere l’eredità del sodalizio di Piazzale Prampolini. Samagor e RealLatina non vedranno di buon occhio questa scelta come quella d’altronde di ospitare nel capoluogo per le partite interne i nuovi “soci” di BorgoMontello, vedendosi costretti a con-dividere il campo. Per noi la nota positiva di una trasferta in uno stadio degno di tale nome, sperando che il 26 Novembre siano numerosi i fondani decisi a seguirci nel capoluogo per una domenica particolare, al di là del fatto che si affronterà una formazione diretta concorrente, con la quale probabilmente si battaglierà fino al termine del torneo. Auspichiamo siano così saggi da farci giocare di pomeriggio.

E non chiedeteci perché, è talmente evidente. Lo ripetiamo da mesi, da quest’estate. Non è ammissibile che si giochi oltre il 90% delle partite in trasferta alle 11 del mattino. Non seguiamo mica gli Allievi o i Giovanissimi, questo è il massimo campionato regionale, Zarè! Pare assolutamente necessario mettere mano a questa situazione, ed è strano che siano in pochi a lamentarsene. Non pretendiamo mica le forme di protesta messe in scena dalla Federazione transalpina e dal pinocchio Platini per difendere Zidane dopo la capocciata in mondovisione al buon Materazzi, ma ci aspettiamo una presa di posizione, un fronte comune da parte delle società interessate, anzi, in special modo da parte di quelle del nostro comprensorio, fermo restando che da anni al “Perrone” ci si è adeguati ai matinèe. Non crediamo sia così fantasioso sperare in un’inversione di rotta!

Le mattinate romane non sono per niente “sorelle” delle vacanze dei MatiaBazar, e se non fosse per il carico di divertimento assicurato dalla ciurma sarebbe molto difficile sopportare sconfitte, amarezze, delusioni ormai all’ordine del giorno. Momenti di sconforto che siam capaci di superare brindando al festeggiato di turno che ospita tutti al bar durante l’intervallo, lanciando un nuovo coro nello stupore dei presenti, inscenando un lungo quanto inutile dibattito con il guardalinee in “sciopero dell’igiene”, sorridendo maliziosamente a quella mora con gli occhiali… ops la Presidentessa, proprio lei! Ed allora ti guardi attorno cercando Speroni ma non lo trovi. Gli amici di Robertino mancano anche oggi, ma guarda un po’. La loro pezza però timbra il cartellino ed è simpatico notare come la telecamera sistemata al centro della tribuna dell’UrbeTevere faccia di tutto per non inquadrarla. Poco o nulla da aggiungere in chiusura del nostro resoconto, se non la nuova espulsione di Pasquali, probabilmente in grado di condizionare l’esito dell’incontro, la prova irritante di due-tre giocatori che speriamo cambino atteggiamento prima di essere presi di mira, l’ottima prova di Monforte, Vuolo e Langiotti, a volte parsi addirittura predicatori nel deserto. Ma ora pensiamo a domenica, carica!

C.U.C.S.

C.U.C.S.
di Alberto Negrini
1980

Le origini del CUCS, la nascita di uno dei gruppi ultras che ha fatto storia e che per molti è stato un punto di partenza! Da Roma in giro per l’Italia e l’Europa.

GIUDIZIO:…un salto all’indietro di 26 anni per rivivere la nascita del Commando Ultrà Curva Sud nelle parole dei leaders! Un viaggio attraverso le emozioni e le sensazioni di un gruppo di ragazzi che creò un qualcosa che ancora oggi vive nelle menti degli ultras giallorossi: il CUCS! Il documentario raccoglie i momenti del post-derby "Paparelli", cercando di carpire i segreti di un mondo allora sconosciuto e ancora oggi pieno di misteri per chi non è ULTRAS! Dalla nascita del gruppo unico alle rimostranze dei Fedayn nei confronti del CUCS, prese alla lettera da Ricky Tognazzi nel mal-riuscito "Ultrà"; dall’intreccio tifo/violenza alle scritte sui gradoni dell’Olimpico; dal rapporto con la squadra al pensiero ultras di Liedholm, più che mai schierato dalla parte del CUCS; dalle influenze politiche nelle curve al caso Manfredonia; per concludere con la creazione dei cori, arrangiati su qualche motivetto da discoteca o copiati dagli odiati inglesi… il tutto sotto la lente di ingrandimento del solito moralista di turno, che non si limita nel ruolo di intervistatore, ma spesso e volentieri esagera con "l’interrogatorio"! Immagini di un’epoca ormai lontana scorrono davanti le nostre pupille, tra braccia tese, tamburi rullanti e mani a mò di P38 …che lasciano intravedere una sciarpa del Q.P.R. ed una bandana della F.d.L., a quel tempo gemellata con la curva romanista! Altri tempi, altri ultras, altro tifo! Ed a chi, esterefatto, esclama: "una svastica allo stadio!", rispondo: "droga in Parlamento!" …e chi vuol capire, capisca!

VOTO:8,5…questo è quello che io intendo per neo-realismo, non di certo quei film hoollywodiani che da un paio di anni girano nelle nostre videoteche! E se neppure guardando un documentario come questo siete riusciti a capire cosa ci spinge a tanto, vi consiglio di restare davanti a Sky!!! Da rivedere, senza ombra di dubbio!

La vittoria
nel mirino

Macumba? Tarocchi? Luna nera? Diteci voi cosa sta succedendo perché la situazione inizia ad essere preoccupante. L’ottimismo fa difficoltà ad emergere in un contesto che evidenzia non pochi segnali che fanno venire davvero i brividi: porta avversaria inviolata da inizio stagione, per un totale di 540 minuti ed oltre, espulsioni ricorrenti, ammonizioni per falli di nervosismo o frustrazione, d’estrema gravità infine l’aspetto relativo alla concretezza delle squadre affrontate in queste prime quattro giornate di Campionato e nelle due gare di Coppa Italia col Formia. La classifica parla chiaro, purtroppo solo due punti in carniere e solo due squadre sotto di noi in graduatoria, il pericolante Nettuno e la deludente ViribusCisternaMontello. E domenica ci aspetta una trasferta terribile, sul campo dell’ImperoRomano della Presidentessa Francesca Tenti, formazione data dagli addetti ai lavori come possibile pretendente nella corsa promozione per sbarcare in Serie D. Una rosa di tutto rispetto nella quale spiccano i nomi di Simone Altobelli, Daniele Pelliccioni e Federico Bettoni, atleti dall’esperienza decennale su campi di categoria superiore. Una partita che in questo momento della stagione, classifica alla mano, equivale ad uno scontro diretto dal quale sarebbe importante uscire con punti preziosi, possibilmente con quella vittoria che manca da troppo tempo.

Molto dipenderà, com’è logico aspettarsi, dalle condizioni del nostro attacco, dalla concentrazione con cui si affronterà la partita all’UrbeTevere A, la prima mattinata romana di questa stagione. Sul sintetico di terza generazione della Pisana saranno necessari “undici gladiatori”, con tanto orgoglio di appartenenza e voglia di vincere. La spinta arriverà anche stavolta dagli spalti, perché la nostra presenza è assicurata, come sempre. Un nuovo sabato insonne molto probabilmente, ma questo poco importa, fa parte dei tanti sacrifici messi in preventivo. Del resto basterà ritrovarci al solito posto e prendere la via di Roma tutti insieme per far scoppiare l’allegria, la bellezza dello stare insieme, di condividere un amore immenso com’è quello per la maglia rossoblu. E per elettrizzare il risveglio non mancheranno le sorprese, il classico pre-partenza di isterismi, un annunciato esordio che riempie l’atmosfera di naturale curiosità, perché quando diamo spazio alla nostra creatività l’originalità è assicurata, così come la particolarità e l’essenza delle nostre produzioni. Non potete immaginare quanto sia piacevole lasciare tutti di stucco solo con un gesto. L’ora è ormai vicina, tocca pazientare qualche giorno ed il sipario si alzerà.

Forse non sbagliava chi, al nostro interno, ha detto in tempi non sospetti che “il campionato del Fondi inizia dalla trasferta con l’Impero!” perché mai come ora c’è bisogno di reagire. Come andiamo ripetendo da tempo il fattore primario su cui c’è necessità di lavorare quotidianamente è l’entusiasmo, certo legato anche alla dose irrinunciabile di massima concentrazione. Ed allora per alimentare la fiducia nulla è più consigliato che una vittoria, una domenica da corsari, la conquista di tre punti su un campo difficile come quello capitolino. Servirà però un Fondi diverso da quello visto domenica pomeriggio all’Arnale Rosso, servirà un Fondi cinico, concreto più che bello da vedersi, tremendamente concreto. La sconfitta interna con il Frascati speriamo sia servita almeno ad insegnare questo. Qualcuno va ancora sulla palla senza quella tanto acclamata cattiveria agonistica indispensabile “in ‘sti campionati”. Certo, il diverso tasso tecnico rispetto ai giallorossi è risultato fondamentale, purtroppo per noi, e l’ennesima magia del ventenne Petroccia ha regalato la vittoria ai suoi Ultras, colorati e rumorosi, che sperano di essere solo di passaggio in questo campionato per tornare subito in Serie D. La squadra promette bene, su questo non c’è alcun dubbio.

Divorare occasioni da rete non è permesso in un torneo come quello che stiamo vivendo, dove già inizia a delinearsi la pole position con sei-sette formazioni in rampa di lancio ed il resto a giocarsi la permanenza nella categoria. Ed il nostro attuale piazzamento non è dei migliori, diciamo così per non dire qualcosa di più preoccupante. Soprattutto guardando al calendario. Al di là del risultato che scaturirà dalla partita di domenica mattina, nel prossimo turno casalingo affronteremo il Nettuno, desolatamente relegato all’ultimo posto in graduatoria e strozzato da enormi problemi economici. Lì i tre punti potrebbero servire a poco, o meglio, potrebbero servire e poi non servire, perché più di qualche segnale fa prevedere un finale di stampo anagnino per la gloriosa compagine verdeblu. Per il bene del calcio e per la regolarità del campionato ci auguriamo di essere incorsi in una clamorosamente errata valutazione, anche perché Nettuno è sempre stata una trasferta interessante e vedere venir meno un’altra piazza importante vorrebbe dire penalizzare indirettamente tutto l’ambiente calcistico regionale.

Oh, non possiamo farci niente, noi siamo così, “pane e pallone”, ce lo mangiamo anche a colazione, lo assumiamo a mò di stuzzichino negli aperitivi e nelle ospitate, lo accompagniamo ad una buona doppiomalto, lo anticipiamo con dell’ottimo prosecco e vi chiudiamo le serate tra tortillas e salsa piccante. Amiamo questo sport, in ogni sua manifestazione. Poco ce ne frega di tutto il contorno, la nostra concentrazione non conosce tentennamenti, quando c’è una partita davanti ai nostri occhi il resto diventa davvero noia. Anche se il resto si chiama RobertaMissoni? Anche se Schicchi ti regala una pornostar in ascesa per il tuo party di compleanno? Beh, facciamo così, “se è” guardiamo la partita, nel frattempo lei ci tiene compagnia a modo suo. E dai, sorridete, cosa vi costa un sorriso? Pensate a cosa potrà accadere nel momento in cui il pallone varcherà la linea bianca della porta avversaria per la prima volta in questa stagione… altro che sorrisi. A qualcuno scapperanno lacrime di gioia, e non esageriamo. Pochi amano questa maglia come noi!

Il derby…

"IL DERBY
DEL BAMBINO MORTO"

Il 21 marzo 2004 resterà nelle cronache calcistiche e nella memoria dei tifosi come il «derby del bambino morto», quando, in occasione della partita Lazio-Roma, nella curva Sud dello stadio Olimpico si diffuse la notizia dell’uccisione di un ragazzo da parte della polizia. Tutti ricordano le immagini di uno stadio in preda alla rabbia, che ritirava gli striscioni e alzava cori contro le forze dell’ordine, mentre i giocatori si guardavano attorno, attoniti, incapaci di comprendere quanto stesse avvenendo. La partita fu sospesa non per invasioni di campo e scontri sugli spalti, ma per la rabbia e la disapprovazione manifestate da decine di migliaia di spettatori. Il «derby del bambino morto» ha insomma dimostrato che il calcio non è soltanto lo show business delle televisioni satellitari, ma resta ancora e soprattutto quello che si vive la domenica sugli spalti, un «bene comune» sempre più ridotto alla stregua di pura merce. Sul calcio e sui suoi tifosi si sperimentano inoltre tattiche d’ordine pubblico sempre più avanzate e repressive. L’autore ritrova, infatti, un’evidente continuità tra le pratiche poliziesche viste in occasione del G8 del 2001 a Genova e quelle che ogni domenica vengono applicate negli stadi. E forse non è un caso che il micidiale gas Cs, utilizzato per sedare i tumulti nelle strade di Genova, sia ormai da anni normalmente utilizzato in campo calcistico.

Green Street Hooligans

GREEN STREET HOOLIGANS
di Lexi Alexander
2005

Espulso da Harvard a due mesi dalla laurea in giornalismo, quando gli trovano in camera della droga che in realtà appartiene al suo compagno di stanza, Matt Buckner vola a Londra da sua sorella per superare la delusione di aver fallito. Preso sotto l’ala (poco) protettrice del fratello di suo cognato, Matt inizia a seguire le partite del West Ham in compagnia della frangia più esagitata di tifosi, quella che compone la "Green Street Elite". La squadra è mediocre, ma la curva è tosta: nessuno è disposto a mollare un centimetro ai tifosi avversari e spesso volano pugni e calci. Nel giro di poche settimane, anche il pacifico Matt diventa un perfetto hooligan. E dopo dieci anni di attesa, in questa stagione il West Ham finalmente affronta l’odiato Millwall…

GIUDIZIO:…sembra difficile per gli americani raccontare la verità senza distorcerla! Sicuramente, pellicola meno realista di Football Factory, ma comunque un lavoro apprezzabile! Molto curati i particolari, le scene di strada e l’ambientamento! Dialoghi in cokney fantastici, ma storpiati dalla traduzione in italiano, e ve lo dice uno che ha anche la versione in inglese! In più occasioni mi è sembrato di rivedere alcune scene di I.D.Hooligans, forse preso a modello dal regista! Un colpo al cuore vedere Cass Pennant nella parte di un Old Bill impacciato fuori la stazione di Manchester! Da brividi l’ultima battaglia con i Milwall nella quale Pete perde la vita!

VOTO:7…neppure il tempo di preparare i pop-corn, che già me li ritrovo a picchiare dei poveri Yids di passaggio al Bank! Va bene la violenza, ma datemi almeno il tempo di sorseggiare qualcosa prima di entrare in azione! Quando hai a disposizione uno come Cass Pennant non puoi relegarlo tra le fila dei bobbies…immaginate cosa sarebbe successo se solo avesse partecipato ad una delle risse! Ma in fin dei conti…I’m for ever blowing bubbles!!!

Finché Vivrò #2

Finché vivrò…

Seconda uscita della nostra fanzine che ormai da 4 anni allieta le nostre e le altrui domeniche! In questo numero: il resoconto della gara casalinga con il Diana Nemi; con "Dilettante dentro", una storia particolare che ha dell’incredibile ma che fa capire quanto sia più genuino il calcio delle categorie inferiori; la trasferta di Cecchina; per la rubrica "Multisala" le recensioni di "Quadrophenia" ed "Estranei alla massa – Fedayn Napoli"; risultati, classifica e gli scatti più emozionanti delle ultime gare. Come sempre copertina speciale.


Anno IV – Secondo Atto