Archivi del mese: marzo 2010

Siamo solo Noi…


Si torna a giocare sul terreno di casa, o meglio sul sintetico del “Purificato”, che, scongiuri a parte, sarà sostituito nei prossimi mesi estivi per far posto ad un terreno di quarta generazione, che dunque rispetta conformazione, misure e leggi in materia di calcio semi-professionistico. Si torna davanti al pubblico amico, sempre più latitante e disinteressato nel seguire le sorti di quella che sempre più possiamo tranquillamente considerare l’unica squadra di calcio della Città. Si torna ad affrontare una squadra sarda, questa volta tocca al Tavolara, che nella gara di andata dimostrò tutto il suo valore sul verde prato del “Nespoli” di Olbia, per quella che fu la prima trasferta in Sardegna per il nostro contingente.
 
A fine gara però, i neroverdi di Sardegna hanno dovuto inghiottire ancora un boccone amaro, incassando tre gol da questo Fondi che sembra non conoscere ostacoli. I rossoblu giocano, divertono, segnano e non subiscono. Nelle ultime quattro gare casalinghe ben 18 gol segnati contro gli zero subiti, insomma una macchina da gol ed una difesa insuperabile. Tornato al gol il gioiellino Vaccaro; ancora a segno il “bomber di scorta” Tufano, anche se chiamarlo così è un po’ riduttivo; e finalmente in gol Fabio Festa. Già, quel centrocampista timido e schivo che è entrato subito nelle nostre grazie fin dal suo arrivo in casacca rossoblu. Sembra strano dirlo, per Noi che non badiamo ai giocatori ma al colore della maglia, per Noi che difficilmente esaltiamo i singoli, ma rendiamo onore a chi in campo e fuori dimostra giorno dopo giorno di meritare di indossare questa maglia. Finalmente in gol dopo una miriade di tentativi alle stelle, ma a lui non chiediamo i gol, ma cuore e sudore. Ciò che in fondo chiediamo a tutti gli undici che scendono in campo la domenica, senza distinzioni di sorta, e Domenica dopo Domenica veniamo ripagati nel migliore dei modi. Se qualcuno volesse scoprire il segreto di questa squadra, avrebbe la sua risposta guardando la seduta d’allenamento settimanale. Anche chi ha un minutaggio ridotto esulta ad ogni gol dei rossoblu e ad ogni chiamata si fa trovare pronto. Ecco il segreto di questo Fondi targato Liquidato!
 
Buona presenza rispetto le ultime gare casalinghe, almeno nel nostro Settore. Da elogiare sicuramente chi questa squadra la seguiva anche da penultimi in Eccellenza non più di cinque anni fa, ora fa gola a tutti gustarsi un po’ di primato. Primato che ci inorgoglisce perché tra i primi a credere in questi uomini, anche quando gran parte del pubblico mugugnava. “WE ARE NOT MINERAL WATER!”

Finché Vivrò #14

Finché vivrò…

Quattordicesimo numero stagionale con Zio Sam in copertina a cercare di spronare una Città dormiente ed una comunità, quella di Fondi, poco incline a soffrire per conquistare qualcosa di importante. Ce li ritroveremo, se tutto dovesse andare per il verso giusto, nelle ultime gare casalinghe a festeggiare una vittoria che non apparterrà mai ad essi. All'interno di questa uscita,il resoconto della gara interna con il Rieti, della trasferta sarda di Sanluri e della Domenica ciociara in quel di Morolo. Ultima pagina colorata dalle foto delle ultime gare; l'immancabile spazio riservato a Risultati&Classifica ed il turno successivo.
 

Anno VII – Quattordicesimo Atto

Se insisti e resisti…


In molti davano la trasferta di Morolo come la più insidiosa per i colori rossoblu, e se avessero potuto scommettere anche solo un Euro su un pareggio l’avrebbero fatto. Fortunatamente la Serie D ancora non rientra nei palinsesti delle Agenzie di Scommesse e gli scommettitori si son tenuti l’Euro in tasca. Ma il Morolo è uscito dal campo con l’onore delle armi, perché è riuscito ad imbrigliare la manovra fondana, che è comunque andata in rete col solito Improta, all’ottavo gol in otto gare.
 
Il Morolo si è dimostrato squadra, con qualche sbavatura sì, ma pur sempre squadra, limitando le azioni offensive del Fondi e andando spesso al tiro senza fortuna. Quando la Dea bendata ha indirizzato un pallone in porta ci ha pensato uno straordinario Celli in stile Garella a scacciare via i “fantasmi del recente passato”. “L’ennesima Domenica, l’ennesima goleada”, pensava più di qualcuno sulle tribune del “Marocco”, dopo i 4 gol al Latina, i 5 all’Astrea ed i 6 al Rieti. Ed invece viene fuori il Morolo che non t’aspetti, tutto cuore e grinta, e dove non arriva il cuore, arriva la gamba, dove non arriva la gamba arriva il guardalinee. Già, avete letto bene, proprio il guardalinee, che dal 20esimo del Primo Tempo in poi non vedeva due evidenti falli al limite dell’area biancorossa, due falli laterali e due angoli per il Fondi, segnalando invece un fuorigioco a Branicki, apparso in posizione regolare e pronto a raddoppiare. Sorvoliamo sul gol annullato ad Improta perché Pasqua è vicina e vogliamo essere buoni. Fa ridere, poi, sentire a fine gara, il "Mister 601" panchine lamentarsi anche della direzione arbitrale, lasciando trapelare tra le poche parole riferite alla stampa che molti comportamenti ed atteggiamenti non gli sembrano “limpidi”. A Noi, invece, poco “limpide” ci sembrano le prestazioni della sua squadra, che appena sette giorni prima aveva alzato bandiera bianca ancora prima di scendere in campo. Proprio "Mister 601" panchine aveva anche proferito altre parole poco “limpide” che non sono di certo passate inosservate nell’ambiente fondano, e che Noi Ultras ci siamo legate al dito, ma la nostra risposta è arrivata Domenica dal Settore Ospiti dello stadio morolano.
 
La vicinanza della trasferta e l’aria di promozione han dato i frutti sperati, ed alla fine il Settore Ospiti era pieno per due terzi. Presenza discreta ma ancora lontana da ciò che poi tutti Noi ci aspettiamo ogni Domenica. Al di là della presenza numerica, il sostegno è partito con qualche pausa di troppo dovuta al vantaggio acquisito nei primi minuti. Nella seconda frazione siamo tornati sui livelli di sempre, con bei boati e battimani a tutto settore. Goliardia ed il solito show. Se potessimo eleggere il Migliore della Giornata tra le nostre fila senza alcun dubbio ed all’unanimità faremmo un solo nome: Jack!
JACK LIBERO… e LIQUIDATO STOPPER!!!

Ci trovi sugli spalti!


…ci ritroviamo a volare tra le nuvole, e non solo metaforicamente parlando. Ci ritroviamo a guardare tutti dall’alto, con gli altri a recriminare rigori e piangere alla fine dei novanta minuti. Si ritroviamo così a Sanluri per l’ultimo recupero di questo forcing esagerato al quale siamo stati costretti. Sei gare in poco più di venti giorni, con tutti i problemi logistici e non solo che vengono fuori quando si gioca di Mercoledì anziché di Domenica, eppure abbiamo sempre timbrato il biglietto, sempre presenti, in pochi o in tanti ma sempre sugli spalti.
 
Per la quarta volta in questa stagione “calpestiamo” il suolo sardo, destinazione Sanluri, una città piccola eppure Provincia assieme a Villacidro. La gente sembra diversa da quella incontrata finora, anche se a dire il vero, anche qui non mancano diffidenza e scontrosità, ma ormai la conosciamo bene questa Sardegna ed abbiamo imparato a conoscere anche i sardi. Fortunatamente, in paese, riusciamo a trovare gente ospitale che ci indica un ristorantino niente male, dove con 13 Euro riusciamo a “portar via” primo, secondo, contorno, dolce, caffè ed anche mezzo litro di vino. Sazi ed affamati di calcio, riusciamo a fermare un autobus fuori servizio, che in cambio di un buon dolce locale ci accompagna fino all’ingresso del Settore Ospiti. Un Settore Ospiti piccolino ma confortevole, con l’unico inconveniente del vento forte alle spalle. Lo raggiungiamo, senza però prima esser passati fuori gli spogliatoi a salutare la squadra e a dimostrarle che anche oggi avranno qualcuno sugli spalti. La gara non regala grosse emozioni fino al gol del vantaggio di Improta che ci fa esplodere in uno stadio completamente biancorosso, che d’ora in avanti inveirà ad ogni tocco di palla dei nostri. Il Sanluri ci crede nella rimonta, e riesce nell’intento di pareggiare una gara che sembrava già terminata. Come se non bastasse, Di Maio viene prima ammonito e poi espulso lasciando i rossoblu in inferiorità numerica, ma la truppa Liquidato riesce senza problemi a chiudere la gara con un pareggio fondamentale per il proseguo del Campionato.
 
Prima del viaggio di ritorno, salutiamo i giocatori, che contraccambiano con un applauso da lacrime, perché forse hanno capito ciò che proviamo Noi per quella maglia che indossano e che seguiamo ovunque, senza farci scoraggiare da qualche chilometro in più e qualche Euro in meno nel portafoglio. Il sostegno non è mancato e vi giuro che riuscire a farsi sentire con quel vento contrario è stata un’impresa non indifferente. E vi assicuro che a sentire c’hanno sentito, sia in campo che sulla gradinata di casa, che ad ogni coro ululava e fischiava, contrapponendo un ridicolo tamburo, che ha smesso di rullare dopo appena venti minuti. Quest'ennesima trasferta da fotografare ed incollare nell’album dei ricordi non poteva non chiudersi senza risate e fegati spappolati, con i nostri temerari Ultras a fare cabaret sul volo della Ryanair. Noi felici pochi, Noi!

Ultras nella mente!

Potremmo parlare del "sei a zero" rifilato ai reatini, vittima predestinata di questo Fondi schiacciasassi, oppure esaltare l’ennesima goleada domenicale, ma preferiamo parlare di ben altro. Preferiamo mettere l’accento su ciò che si è consumato sugli spalti, in questa Domenica di gioia per i colori rossoblu. Ma cominciamo dall’inizio e cioè dallo scorso 13 Agosto del 2009, quando "due dei nostri" presenziarono nell’amichevole estiva tra i locali del Nola ed il Fondi, fregandosene così delle vacanze, del lavoro e della temperatura elevata. La gara terminò 2 a 1 per i rossoblu e gli Ultras di casa accolsero i nostri prima nel loro settore e poi nella loro sede, senza però esser passati prima tra la schiuma di una bella birra fresca. Tra una chiacchiera e l’altra, venne fuori il fatto che in tre anni di amichevoli questa era la prima volta che degli Ultras ospiti attaccavano la propria pezza a Nola. Una specie di “evento” da quelle parti.
 
Sarà stato il nostro stile, sarà stata la nostra presenza incondizionata, sta di fatto che i ragazzi di Nola da quel giorno ci hanno “tenuto d’occhio” e lo stesso abbiamo fatto Noi. Non serve molto, a chi è Ultras, per capire chi è colui che gli è di fronte. Mentalità, Lealtà, Coerenza, Costanza e Stile sono tutte le caratteristiche che balzano subito agli occhi di chi ha sul groppone trasferte e trasferte e non c’è voluto molto per capire che in quel torrido pomeriggio di metà Agosto, a scambiarsi opinioni sul Mondo Ultras erano persone vere che rispecchiano alla perfezione ciò che in molti professano ma difficilmente seguono alla lettera. Sempre più raramente si ha occasione di incontrare sulla propria strada persone sincere e leali, Noi nella nostra seppur giovane storia fatta di gradoni e chilometri, poche volte abbiamo avuto l’onore di scambiare due chiacchiere con gente che riteniamo Ultras, e sicuramente, una di queste è stata quell’ormai lontano 13 Agosto dello scorso anno.  E’ pur vero ricordare che se Mister Liquidato non si fosse adoperato per organizzare un’amichevole estiva tra il suo recente passato ed il suo presente calcistico molto difficilmente Nola e Fondi avrebbero avuto quest'occasione di “dividere” le gradinate di uno stadio. Già, perché Liquidato a Nola ha lasciato un bellissimo ricordo, traghettando i bianconeri ad un passo dalla Serie D dopo esser partiti ad inizio stagione con programmi rivolti ad una salvezza tranquilla. Noi stringiamo i denti e incrociamo le dita, sperando che ciò che non gli è riuscito la scorsa stagione possa riuscirgli in questo Campionato, perché se lo merita, come allenatore e soprattutto come Uomo… un grande Uomo!
 
Così come venimmo accolti nella Città dei Gigli, così sono stati accolti gli Essepienne nella Città delle Arance, tra banchetti e abbracci fraterni, a rinsaldare un legame che il tempo renderà sempre più forte, ce lo auguriamo. Non ci è mai piaciuto parlare di gemellaggio, ed in merito sapete cosa pensiamo, non serve rimarcarlo. L’amicizia, anzi la gran bella amicizia venutasi a creare con la Nola Ultras ricorda molto quella con un’altra realtà campana, ovvero con gli Ultras Pozzuoli, presenti al nostro fianco in più di un’occasione. L’augurio che ci viene da fare è quello di vedere al più presto due Città dal passato glorioso, tornare a calcare i prati verdi di categorie che più competono al blasone dei due sodalizi, chissà magari nella vecchia Serie C, così come ancora amiamo chiamarla Noi!

Finché vivrò…
“Volere Volare”, così come augura esplicitamente e spera la copertina della fanza. Volare in Classifica e volare in terra sarda, per la quarta volta in questa stagione, già da domani nel recupero con il Sanluri. All’interno i resoconti della gara interna con l’Astrea; del recupero infrasettimanale contro il Flaminia e della trasferta di Selargius. Terza colonna dedicata all’ennesimo vademecum da seguire per cercare di cambiare il calcio nostrano, ma questa volta non si parla più dell’Inghilterra, bensì della terra dei crucchi, ovvero la Germania. Pagina finale, come sempre, con Risultati&Classifica, il prossimo turno e le foto degli ultimi incontri.

       Anno VII – Tredicesimo Atto

3 metri sopra il cielo…

C’è chi la Sardegna l’ha vista solo sui depliants delle agenzie di viaggio, e c’è chi, come Noi, la sta girando in lungo e in largo, da Nord a Sud, da Est a Ovest, per mare, per terra e per aria. Tom Tom e navigatori ormai ci fanno una sega, cartine e mappe geografiche sono ormai bene impresse nelle nostre menti. La Sardegna, una regione così bella ma così ostile, quasi il marchio di fabbrica della gente del posto, che ti squadra, ti fissa e ti fa capire che non c’è posto per chi viene dalla terraferma. Se non si prova, non si può nemmeno immaginare l’aria che tira da queste parti e vi assicuriamo che non parliamo di brezza marina. Certo, badiamo bene a non generalizzare, perché comunque qualcuno che ti sorride c’è, qualcuno che ti accoglie a braccia aperte non manca, ma nessuno ti fa sentire a casa. Forse saranno le cattive abitudini di noi dell’Italia Meridionale, che ci fanno credere che l’ospite è sempre gradito così come lo è da noi, ma state certi che in Sardegna non è così.

 

L’aereo che ci porta a Cagliari ha a bordo una hostess niente male: mulatta, capelli tirati su da un fermaglio e fascino mozzafiato che ti toglie anche la strizza del volo e ti spedisce dritto dritto ai Caraibi, sotto un ombrellone di paglia, con lei a fianco a farti vento… ed altro. In un batter d’occhio siamo a Cagliari, bella città, grandi palazzoni e palme, tante palme quanti giardini, che si incastonano tra un quartiere ed un altro. Non c’è tempo per visitare il Sant'Elia e ci accontentiamo di averlo visto dall’alto poco prima dell’atterraggio, poco prima di dare l’ultimo saluto alla mulatta che ci ha rubato il cuore. Selargius è ad uno sputo ed in quindici minuti siamo già fuori lo stadio, dove campeggia un murales stupendo degli Sconvolts Cagliari. L’impianto è carino, circondato da un Centro Sportivo da fare invidia, con campi di basket e tennis. Strano sarebbe stato se non ci avesse seguito anche in questa gara il solito caldo che ci accompagna dall’ormai lontana trasferta di Bastia Umbra. I trenta gradi sopra lo zero ci fanno riflettere ed immaginare cosa possano essere queste zone nei mesi estivi, assaltate da turisti in cerca di tintarella. La gara fila via senza grandi sussulti, in campo si vedono più calci che calcio ed il pubblico di casa inveisce contro la giacchetta nera anche solo per un semplice fallo laterale. La sportività da queste parti non è concepita e quando Branicki restituisce il pallone agli avversari dopo un interruzione di gioco per un uomo a terra, la gente sulle tribune non apprezza ed anzi, lo ridicolizza ad ogni tocco di palla, con Noi a sperare in un suo gol per metter fine ai “latrati” degli spettatori. Il gol non arriva da nessuna parte e ad animare la gara ci pensano il 2 ed il 5 dei padroni di casa, che approfittano di ogni calcio piazzato per stendere qualcuno dei nostri, con la complicità degli assistenti dell’arbitro, che vedono ma non segnalano nulla. Va bene, ci sta, il calcio è un gioco maschio e come tale non può perdersi in recriminazioni, che diventa invece il pane quotidiano dei selargini accorsi allo stadio. Il Fondi innalza la diga, controbatte ogni tentativo dei biancorossi, ma soccombe nel terzo minuto di recupero, con Celli che non riesce a salvare la porta rossoblu dal forcing finale del Selargius. I “latrati” si tramutano in urla e scoppia la festa sulle tribune del Comunale, che esulta per tre punti che per i padroni di casa vogliono dire salvezza quasi raggiunta. Noi, sconfitti sul campo ma non sugli spalti, tributiamo un grosso applauso ai nostri undici, che subito ricambiano e ci ringraziano dell’ennesima dimostrazione d’amore.

 

Concludiamo spendendo solo alcune parole su una riflessione che ci ha accompagnati per tutto il viaggio di ritorno. “Se invece di portare una sciarpetta al collo, fossimo Noi a calcare un prato verde, vedendo tre ultras sobbarcarsi un viaggio così estenuante e dispendioso come questo, vedendoli lì in piedi su quei gradoni a cantare ed incitare la propria squadra anche a fine gara, beh… scoppieremmo a piangere!” Ultras Fondani…tutta un’altra cosa!