Archivi del mese: Giugno 2009

Basta un giorno così…

Questa volta sarà difficile riassumere tutta la giornata di domenica in tre paragrafi. Difficile come mandar giù l’ennesima delusione, difficile come dimenticare questa stupenda giornata iniziata alle prime luci della domenica. Già, perché le partenze intelligenti non ci sfiorano nemmeno e per evitare ritardi e imprevisti del caso abbiamo deciso di veder sorgere il sole. La carovana è pronta, c’è chi già dorme, chi già beve e chi già si è accollato miglia su miglia raggiungendoci dalla Polonia. Sì, avete capito bene, dalla Polonia, ennesima dimostrazione di mentalità ed attaccamento, alla faccia di chi crede che la parola ULTRAS non sia conosciuta nelle categorie minori. Ci aspettano 750 chilometri per raggiungere la cittadina di Cantù, ma prima di Orte il torpedone ha già collezionato innumerevoli soste. Con i primi bagliori di luce aumenta l’andatura ed è un susseguirsi di risate a tener svegli i pochi superstiti, che alle 5.00 del mattino ingurgitano pizza rossa e grappa come fossero cornetto e cappuccino, ma lo si sapeva che sarebbe stata una trasferta per stomaci d’acciaio. Il buio lascia spazio alle prime nuvole mattutine ed è il momento di una sosta doverosa, Badia al Pino Est. Il nome dice tutto, non serve rimembrare cosa sia successo in quest’area di servizio, sarà il ricordo o sarà altro, ma si respira aria torbida, è tutto così spettrale e si fà quasi fatica a riconoscere questi luoghi, se non fosse per il nome balzato alle cronache. Adesivi da ogni parte d’Italia e non solo ricoprono tutta la facciata del cartellone pubblicitario, le innumerevoli sciarpe lasciate in ricordo sono scomparse, le uniche superstiti sono biancocelesti, la nostra va a dar loro compagnia, lì su quel che rimane di un albero piantato da poco. Difficile esprimersi, il silenzio la fà da padrone e dopo un minuto di raccoglimento ricomincia il nostro viaggio. La sosta sembra aver dato vigore e la carovana riprende a macinare chilometri. C’è tempo anche per lo spray nella sosta carburante e dalle tasche dei nostri “prestigiatori” al posto di colombe e fazzoletti colorati, vengono fuori prosciutto e speck, tutto esentasse…Più che un pranzo al sacco sembra proprio un pranzo a scrocco e approfittiamo per ringraziare la Società Autogrill. I chilometri passano e alle 11 siamo già in Brianza in cerca di refrigerio, ma chissà perché sembra di rivivere la domenica di Bastia e se non arriviamo ai 40° è solo perché il sole picchia di meno. La partita inizia alle 16.30, dobbiamo trovare qualcosa da fare, ci si guarda in quel che resta delle nostre facce e si decide di fare una capatina nella vicina Como. Sembriamo attratti da una calamita e in un batter d’occhio ci ritroviamo immersi tra gli scaffali della GS, qualcuno addirittura pensa di poter prendere residenza nel reparto surgelati per rinvigorire mente e corpo, ma desiste. Il lago è ad uno starnuto, così come il settore ospiti del Sinigaglia e notiamo un gruppetto di vedette casual lariane in cerca di grigi, che solo per puro caso non si incrociano con delle belle vecchie facce piemontesi. Eh si, oggi si gioca l’andata di Como-Alessandria valevole per l’accesso in C1(così come piace chiamarla a noi), e si spiega anche il traffico in tilt nei dintorni dello Stadio. Il tempo di una passeggiata all’ombra degli alberi lungo-lago e senza accorgercene è ora di pranzo. Si riparte alla volta di Cantù e come stranieri in terra ostile ci accontentiamo del primo spiazzo, consumando con tutta calma il pasto, che però richiama il sonno perduto, ma prima bisogna raggiungere il resto del contingente fondano, già fuori i cancelli del Centro Sportivo.

 

Prima che le nostre palpebre decidano una volta per tutte di chiudersi, si aprono le porte del settore ospiti, che per un motivo non meglio precisato, sono allo stesso tempo settore locale, tribuna stampa e tribuna d’onore. E se dalle nostre parti il Colavolpe non trova pace pur avendo le carte in regola, qui forse credono che il calcio sia uno sport da oratorio e utopicamente posizionano l’uno accanto all’altro tifosi di squadre diverse. E’ pur vero che a Cantù seguono solo la palla a spicchi e che per convincerli a sedere sulla tribuna del Comunale gli hanno assicurato una vittoria, ed in effetti ad un’ora dal fischio d’inizio la tribuna sembra la gradinata del “Purificato”, con il centinaio di fondani già pronti ad incitare l’undici rossoblu e le poche famigliole lombarde ancora incerte nel distinguere i propri beniamini tra l’una e l’altra compagine. La tribuna si riempirà col passare dei minuti e si conteranno scarsi mille spettatori alle 16.30, tra l’altro tutti non belligeranti e molti di essi con tanto di digitale come cinesi a Piazza S.Marco, attratti dall’unica tifoseria giunta in terra brianzola, o almeno così crediamo, vedendo i loro sguardi curiosi ed allo stesso tempo divertiti dal nostro tifo incessante. Il Fondi scende in campo col piglio giusto e solo la dea bendata ci strozza in gola l’urlo per i gol mancati da Minieri prima e Guardabascio poi. I rossoblu sono padroni del campo ed offrono sprazzi di bel gioco, ma proprio nel miglior momento dei nostri, Spaggiari porta in vantaggio i granata, trasformando in gol un disimpegno errato di D’Angelo, impeccabile per il resto della gara. Il Fondi tenta di risalire la china e lo stesso D’Angelo in acrobazia fa gridare al gol, ma il risultato rimane invariato. Il primo tempo si conclude con i lombardi in vantaggio, ma è stato sicuramente il Fondi a mostrare le cose migliori. Nei minuti finali della prima frazione altre due occasioni per i rossoblu ancora con Guardabascio e Stravato. Dalle parti di Belviso il nulla, tranne un’incornata di Pelosi. La seconda frazione sembra far sperare e dopo pochi minuti un rigore sacrosanto viene trasformato da Minieri, che riporta il risultato sul punteggio di parità, donando forti speranze al contingente rossoblu. Il nostro tifo è una bolgia, partecipano tutti i fondani al seguito, sembriamo noi quelli più vicini al traguardo della D, portiamo un coro per 15 minuti ed anche le canturine vestite a fiori ci strizzano l’occhio, qualche panchinaro dei granata osserva stupefatto, forse si chiedono anche loro chi stia vincendo. Il Fondi ci crede, Festa fà la barba al palo e Santaniello si perde sul più bello depositando la palla al lato, i rossoblu forzano il fortino dei lombardi che sembrano vacillare. Tutto sembra girare come dovrebbe, ma un’altra disattenzione difensiva regala la seconda occasione della gara ai lombardi, che col solito Spaggiari si riportano in vantaggio chiudendo in pratica il discorso qualificazione. Ci si aspetta che il giocatore avversario corra verso i 40 ed oltre metri di tribuna per raccogliere gli applausi dei locali, ed invece con veemenza inaudita corre verso di noi venendo a festeggiare sotto lo spicchio di tribuna rossoblu. E’ questione di secondi, lo spicchio si riversa sulla rete di recinzione, qualcuno cerca anche di farsi giustizia da solo e solo per l’intervento delle divise non riesce nell’intento. Ma proprio una di queste rischia grosso quando senza motivazioni di sorta strattona uno dei nostri, il resto ve lo lascio immaginare, stà di fatto che lo stesso scomparirà misteriosamente dopo l’accaduto, forse intelligentemente rispedito altrove. Ci giriamo e ci accorgiamo che nel frattempo si sono fatti avanti una ventina di Eagles Cantù per l’occasione prestati al calcio. A più di qualcuno viene il dubbio su quale sia stato il loro nascondiglio fino ad ora, vista anche la loro assenza nella gara di andata. Sono belli carichi ed in cerca di gloria ma sono costretti a desistere perché non ci tiriamo certo indietro e francamente ce li filiamo di striscio, dato che non sono stati loro a mancarci di rispetto. Nel veloce faccia a faccia i nostri lobi captano frasi che mai ci saremmo immaginati di ascoltare da chi si definisce ultras. Qualcuno si lascia scappare un :”Siamo più di voi!”; altri invece si spalmano la lingua con un : “Da qui non uscite!”; ma la frase più gettonata è stata: “Ma in che categorie siamo?!”, quasi a voler metter una pietra su perché invischiati in Eccellenza piuttosto che in C. A sentirli siamo disgustati, ma gli “ultras per caso” preferiscono gustarsi gli ultimi minuti di gara invece di far seguire i fatti alle loro innumerevoli parole. La gara termina, c’è giusto il tempo per tributare un doveroso ringraziamento a chi ci ha fatto sperare fino all’ultimo, i più fortunati portano a casa un ricordo della trasferta e fatti armi e bagagli ci prepariamo ad uscire, immaginando un pacco dono, ma invece nulla di nulla, zero assoluto. Gli unici che scorgiamo non hanno certo intenzione di menare le mani e forse corrono freneticamente verso qualche parquet, sicuramente il luogo che meglio gli si addice.

 

Delusi ma cazzuti ripartiamo, con l’amarezza che ci bagna i cuori, ma con la convinzione di aver dato l’ennesima dimostrazione del nostro essere ULTRAS. La stanchezza si fà sentire, si fa la conta persino per rimanere svegli e pensare che c’è chi dorme al solo sedersi…ogni riferimento è puramente voluto. Ad ogni autogrill una sosta, non tanto per pisciare o per sgranocchiare qualcosa, ma più che altro per cercare di incrociare la squadra. Finalmente ci siamo, eccoli entrare mentre ci gustiamo un panino e partono cori, sforbiciate e la nostra immancabile goliardia, si perché anche se sconfitti sul campo, sugli spalti e fuori gli unici vincitori siamo sempre e solo noi. Quando ormai sembra che non succederà più nulla, ecco che l’autobus dei rossoblu dimentica lì sul posto il massaggiatore. Vi lascio immaginare cosa sia potuto accadere, abbiamo riso per 600 chilometri. Non serve dire che a riportare il malcapitato sui “fuggitivi” siamo stati noi, tra le risate di tutta la rosa, sembrava il set di “Scherzi a Parte”. Tra soste e rallentamenti, finalmente alle prime luci del mattino siamo nuovamente nella nostra amata Fondi e salutarci sembra quasi da film da lacrime, per fortuna qualcuno ci regala l’ultimo sorriso della trasferta, quasi come una buonanotte, data però alle 5.30 del lunedì.

 

L’ultimo capoverso lo dedico a tutti noi presenti in questa trasferta indimenticabile, noi che mai avremmo potuto tradire quei magici colori ed un gruppo di amici che fa della coerenza e della mentalità le proprie caratteristiche fondamentali. Per anni abbiamo sognato una domenica così, fuori dalla normalità, lontana dal Lazio e da campi ormai conosciuti come le nostre tasche, impegnati in 1500 chilometri che sembravano interminabili, una trasferta lunga un giorno che ci ha reso consapevoli di essere ciò che da tempo professiamo. Già, proprio oggi, tempi in cui tutti si fregiano di aggettivi, tempi in cui masse seguono mode d’oltremanica, tempi in cui i vecchi valori vengono sopraffatti da lucubri improvvisazioni. Oggi più che mai…FIERI DI ESSERE ULTRAS!

We are the red & blue

Ci si aspettava una grande prova, masticavamo già aria di gol, assaporavamo odore di calcio spettacolo, ed invece. Ed invece accade ciò che neppure i bookmakers più attempati avrebbero il coraggio di pronosticare, ciò che neppure Bettarini giocherebbe sulla sua schedina. Un Cantù rinunciatario e coperto fino alla cute fa sua una gara avara di emozioni, se si escludono i gol, sbucati fuori dal nulla in un pomeriggio da sbadigli. Diciamocela tutta, i lombardi sono scesi a Fondi cercando di incassare meno reti possibili, poi si sono ritrovati sull’1-1, ci hanno creduto ed è arrivato il gol che ha sancito la vittoria finale. E’ pur vero che i rossoblu ci hanno messo del loro per consegnare la vittoria ai granata su un piatto d’argento, basti pensare agli errori difensivi che sono costati i due gol. A ravvivare il pomeriggio fondano ci ha pensato la giacchetta nera, che ha dato dimostrazione della sua incapacità, e se non fosse stato per il capitano dei lombardi Arnaboldi, ci ritroveremmo senza il bomber Guardabascio per la gara di ritorno.

 

Ci ha pensato il solito Bellomo a far sognare gli spalti del Domenico Purificato, ma il tutto è durato poco più di dieci minuti. Eppure il Fondi aveva dato l’impressione di sbrigare la pratica Cantù già nella prima frazione, andando più di una volta vicino al vantaggio, ma mancando l’appuntamento con il gol, anche per la giornata di grazia dell’estremo difensore granata. Il Cantù si limitava a ripartire in contropiede, approfittando dei numerosi disimpegni errati dell’undici rossoblu, in più di un’occasione era Assogna a rimediare. Ma il numero uno fondano nulla poteva su un’incornata perfetta del veterano Pelosi, che a 43 anni suonati ha ancora voglia di stupire. La frittata si completava nel secondo tempo con un rigore sacrosanto che portava i granata in vantaggio per la gioia dell’esigua rappresentanza ospite, perlopiù famiglie e semplici tifosi. Toccava al Fondi rimontare, ma la squadra guidata dal “Cobra” Parisella appariva confusionaria e senza idee, e le poche occasioni create si andavano ad infrangere sul muro difensivo lombardo. La gara scivolava via fino al 90esimo senza sussulti ed il Cantù poteva così festeggiare una vittoria inaspettata ma sicuramente meritata.

 

Certo è che dovrà essere il Fondi a fare la gara in terra lombarda, sperando che i rossoblu facciano sfoggio della vena realizzativa che ha accompagnato le gare in trasferta di quest’anno. L’enormità della distanza che separa le due città darà alla gara e soprattutto alla trasferta quel sapore da categoria superiore che ahinoi non abbiamo mai ancora assaporato, se si esclude la magnifica, sotto tutti i punti di vista, trasferta umbra di Bastia. Che sia la volta buona, che sia giunto il momento di vivere finalmente una gioia, per chi non ha mai mollato, neppure negli anni bui, fatti di sconfitte e  delusioni, ma sempre vissuti sulle gradinate con fierezza ed orgoglio. Domenica saremo al nostro posto, vanto di una Città ed orgoglio di chi scenderà in campo, noi sugli spalti, loro sul manto erboso, uniti per un sogno comune!

C’MON RED & BLUE!

Sotto a chi tocca!


Ritrovarsi sotto un diluvio di mezza stagione dopo aver fatto a cazzotti con il mercurio dei termometri in terra d’Umbria. Succede anche questo al Domenico Purificato e succede anche che il Fondi bissi il successo di 7 giorni prima legittimando il passaggio al secondo turno dei Play Off Nazionali. Il Bastia è avversario ostico e seppur con un’età media molto bassa e più gare nelle gambe, certo non torna a casa senza aver destato un’ottima impressione, tant’è che il pubblico fondano gli rende onore, tributando il meritato rispetto a tutto il contingente ospite, sia in campo che sulle gradinate. Ed è così che ci si ritrova in finale, pronti a girare lo stivale.

 

C’è da dire che alla fine dei 180 minuti a fare la differenza è stata la diversa caratura degli organici a disposizione dei due allenatori. Così come al Comunale di Bastia, anche al Domenico Purificato si è vista una gran bella gara. Due squadre, due modi diversi di vedere il calcio, due schemi di gioco differenti, unico punto in comune la grinta degli undici in campo. Già, perché se dei rossoblu conoscevamo tutto, dei biancorossi non immaginavamo una tale abnegazione, soprattutto dopo il vantaggio del Fondi ad opera del baby Bellomo. Un gol così taglia le gambe e riduce al lumicino ogni barlume di speranza, ma per gli uomini di Cocciari non è stato così, anzi, solo al fischio finale si sono arresi accettando il risultato del campo, segno di sportività e rispetto dell’avversario. Come 7 giorni prima, a trionfare è stato il Fondi, come 7 giorni prima in campo è regnato l’equilibrio e se la bilancia ha peso dalla parte dei rossoblu, lo si deve alle maggiori occasioni da rete create. Insomma se fosse Mario Mattioli a commentare la gara, sancirebbe la vittoria del Fondi ai punti, come nei migliori incontri sul quadrato di un ring. Era proprio una traversa di Festa, che di testa incornava un cross dalla sinistra, a legittimare la vittoria, mettendo la parola fine ad una gara condizionata dall’incessante pioggia che non ha certo intimorito i nostri lanciacori e gli ultras umbri. Pioggia che ha invece tenuto sui divani delle proprie case molti fondani, che hanno preferito far esaurire in ogni ordine di posto le loro case piuttosto che le gradinate del nostro stadio.

 

Si sa, in questi casi, quando la posta in palio è alta, si cade spesso nella provocazione che sfocia il più delle volte in beceri sfottò. Ed è proprio quando questa consuetudine viene meno che benpensanti e moralisti si stupiscono della normalità, si stropicciano gli occhi, si riempiono la bocca di belle parole, dimenticando volutamente che la parola ultras non fa rima con violenza e che ciò che le loro pupille hanno potuto osservare domenica è ciò che di più bello ed emozionante può regalare il calcio, ma meglio ancora, i veri protagonisti di questo sport e cioè gli Ultras. Vedere due tifoserie rispettarsi, stringersi la mano, cantare assieme contro i nemici comuni ed a favore di chi può solo immaginare mentre firma fogli su fogli, è qualcosa di stupendo, qualcosa che i giornali dovrebbero far risaltare, uno spot per il calcio, per gli ultras, tanto bistrattati e mai elogiati. Rispetto per chi ci rispetta!

 

Basta un giorno così…

Non ha prezzo essere mossi da una passione. Non ha prezzo attendere giorni, mesi, anni per vedere con i propri occhi ciò che fino ad allora si è potuto solo immaginare lanciando i pensieri oltre il confine della realtà. Non ha prezzo svegliarsi la mattina e trepidante contare ogni singolo secondo in attesa che inizi un viaggio con gli amici di sempre. Non ha prezzo sobbarcarsi chilometri e caselli autostradali, autogrill e autovelox, birre a 4 euro e panini del giorno prima. Non ha prezzo fare tutto ciò con lo spirito di sempre, con al fianco coloro che dividono con te il cibo, il bere ed un sogno lungo 20 anni. 300 chilometri per veder calcare il Comunale di Bastia dai nostri giocatori, fieri ed orgogliosi di indossare la casacca rossoblu. Sudano, lottano e si dannano e sotto un sole equatoriale e con 40 gradi al termometro, la temperatura è bollente e non certo per qualche generosa scollatura. Nel bell’impianto della cittadina umbra ti giri e credi di ritrovarti solo ed invece ecco finalmente che i fondani si sono svegliati, si certo è per un’occasione irripetibile, ma almeno questa volta non saremo soli a difendere la Città sulle gradinate. Dei numeri ce ne siamo sempre fregati, non ci interessano e li lasciamo agli altri, ma vedere il contingente così numeroso fa ben sperare, a qualcuno brillano gli occhi nel vedere così tante mani alzate, i cori sono boati ed un’ora prima dell’inizio della gara è già torcida. E’ pur sempre Eccellenza ma i signori in blu non conoscono differenze ed a volte neppure le leggi in vigore, ma si scansa tutto dalla mente per far posto a ciò che saranno i prossimi 90 minuti.

 

Pronti via, l’inizio fa ben sperare, ma proprio in fase di dominio territoriale ecco il vantaggio casalingo che blocca i giri mentali. La reazione è devastante ed in 3 minuti Guardabascio regala prima il pareggio e poi il vantaggio, è un delirio, il settore ospiti è una bolgia. La gara sembra salda nelle mani dei rossoblu che legittimano l’1-2 con altre due occasioni pericolose che filano via vicino il palo strozzandoci l’urlo già pronto a far capolino dalle nostre bocche. La prima frazione termina e comincia la via crucis verso l’unico bagno disponibile per i circa 300 fondani giunti a Bastia. Acqua, solo acqua, non chiediamo altro, magari meglio se dal cielo, ma a guardar bene, ci sono meno nuvole di quanti panda nel Mondo, ed allora ci si affida a qualche divinità pagana, qualcuno inscena la danza della pioggia, ma niente, tocca liquefarsi sotto raggi ultravioletti che impiegano pochissimi minuti a colorare le nostre schiene nude. Il secondo tempo è un monologo biancorosso, la retroguardia fondana tiene bene fino alla mezz’ora, quando i perugini trovano il pareggio sospinti dall’incessante Dale Dale Bastia dei propri ultras, encomiabili per comportamento e mentalità. Qualcuno si dispera, altri cominciano a chiamare i propri famigliari tranquillizzandoli seppur con pressione da ultranovantenni. Il pareggio andrebbe bene, sì, ma mai sottovalutare gli avversari, soprattutto quelli di oggi, che non vogliono proprio saperne di mollare. Quando ormai mancano pochi giri di lancette al fischio finale della giacchetta nera, ecco materializzarsi davanti l’estremo biancorosso il cobra Santaniello. Si muove con agilità, sembra telecomandato dai nostri occhi, tutta la gradinata ospite sembra sospingere in rete il pallone che ancora è incollato al 40 di scarpe del bomber di Pagani. Il tiro arriva, la traiettoria dice già tutto, gooool! Un boato pazzesco squarcia il cielo di Bastia, il Fondi è di nuovo in vantaggio! 2-3, sarà così fino alla fine, fino al fischio finale, che sancirà la vittoria dei rossoblu e concederà l’onore delle armi ai “terribili ragazzi” dell’undici casalingo.

 

Raccontarvi della trasferta in terra umbra sarebbe affascinante, ancor di più lo sarebbe partecipare in prima persona, senza attendere l’inesorabile aggiornamento di tv e radio locali. Aneddoti e tutto ciò che è stato in questa domenica rimarrà sempre nelle nostre menti, di chi non si è fatto rincrescere un sacrificio. Risate e goliardia a tratti straripante hanno condito alla perfezione una giornata che definire indimenticabile è quasi un’offesa. Vedere così tanti fondani al seguito della squadra ci ha fatto tornare indietro nel tempo, quando il Fondi militava nell’allora quarta serie,quando Sky era solo una vodka poco conosciuta e le tette della D’Amico sembravano punture di zanzare. Questo è il calcio che vogliamo!

 

Finché Vivrò 2008-2009

Finché vivrò…

Ecco il nostro "megafono", ecco la "nostra voce", ecco le uniche righe di cui poterci fidare, dove un ultras è semplicemente un ultras e non viene mica etichettato come un teppista! Non ci vedrete mai ospiti in TV, non ci vedrete mai in prima pagina, non sentirete mai le nostre voci in radio, ciò che pensiamo lo leggerete solo sulla nostra fanzine! Giunto al suo sesto anno di vita, questo "foglio" autoprodotto fà il giro del settore, viene richiesto, letto e collezionato dai soliti malati.
L’Editoriale, il resoconto de "la nostra partita", foto, materiale, risultati, classifica, comunicati… trovano spazio al suo interno! Un pieghevole che fa rumore.
"Finché vivrò…" viene distribuito in copia gratuita nelle partite casalinghe del Fondi, per riceverne copia scriveteci una mail e provvederemo. Le copertine…


SE VUOI LEGGERLO, SAI DOVE TROVARLO!!!


numero 1              numero 2             numero 3


numero 4             numero 5             numero 6


numero 7             numero 8             numero 9


numero 10           numero 11            numero 12


numero 13           numero 14           numero 15


numero 16           numero 17